L’Opus Dei e la chiamata universale alla santità

Dio ha sempre previsto i grandi mali del mondo, ma con un rimedio meraviglioso che è il Vangelo, come sequela reale di Cristo in comunione primaria carismatica, dove ogni fedele si sente portatore di un imperativo missionario aperto a tutti gli uomini. Purtroppo sequela e comunione primaria carismatica (che corrisponde al comandamento nuovo come carta costituzionale del Regno e non solo come esercizio di carità personale) sono state per circa 17 secoli lasciate ai voti religiosi, lasciando che la Chiesa istituzionale, pur predicando il Vangelo, offrisse di fatto solo una cura degli aspetti di religione della vita cristiana, ben lontani dall’avventura del Vangelo. A parole, con esortazioni e documenti del Magistero, si è sempre parlato dei contenuti di una fede viva, ma questa per essere vissuta ha bisogno di cammini reali di santità, che dovrebbero essere promossi dai pastori ovunque ci sono tre o più cristiani. Non sono le esortazioni e le catechesi che cambiano la vita, ma l’appartenenza, come si vede nelle innumerevoli sette o partiti ideologici o anche nel politically correct che fagocitano tutti da una parte o dall’altra. I primi cristiani erano “un cuore solo e un’anima sola”, assidui alla predicazione degli apostoli e unanimi nella preghiera. Con comunità dall’anima carismatica in meno di 20 anni si sono sparsi nel mondo intero allora conosciuto a patire dal medio oriente. Dopo Costantino si sono distinti due cristianesimo, quello dei precetti e quello dei consigli evangelici, con una interpretazione del tutto fantasiosa dell’episodio del giovane ricco (che in realtà vuol indicare il passaggio dall’Antico al Nuovo Testamento). Le parole più radicali del Vangelo non vogliono indicare due modi di vivere il cristianesimo, ma la radicalità della sequela di Cristo per tutti, in quanto vale più di tutto. “Chi non rinuncia a tutto ciò che possiede non può essere mio discepolo” non vuol dire privarsi di tutto o fare voto di povertà, ma capire che la sequela di Cristo (l’essere discepolo) vale più di tutto. Si è arrivati a pensare che il Vangelo sia solo per degli eroi, con molte penitenze e fatiche. Ma se si va a vedere in giro si scopre (come faccio in quasi tutti i miei scritti) che tutti hanno una “sequela” nel cuore e per essa sono pronti a fare ogni sacrificio, anche a costo della vita.

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