I fondamentali dell’amore umano

Questo libro, che sta facendo un gran bene a tanti giovani, è nato in risposta ad un ragazzo che mi diceva: “Ho 26 anni. Sono laureato in economia e ho trovato un bel posto a tempo indeterminato. Dovrei essere felicissimo, e invece sono molto triste, perché la ragazza che amo (e anche lei mi ama!) mi ha fatto questo discorso: dato che l’amore finisce, facciamolo finire subito, così posso fare programmi all’estero. Cosa devo fare per tenermi una ragazza?”. Ho scritto un libro ben convinto che il matrimonio e l’amore umano li ha inventati Dio e che ci ha dato anche le istruzioni per l’uso, i fondamentali scritti nel nostro genoma. Non basta essere bene intenzionati, occorre essere in due a pensare giusto sulle cose fondamentali, quelle che non dipendono da cultura o da scelte personali. Come dice il proverbio brasiliano: “Se a sognare è uno solo i sogno rimane un sogno; se si è in due il sogno diventa un progetto”. Per esempio: l’innamoramento è un fondamentale (come le note per la musica: ogni brano musicale è diverso, ma le note sono sempre quelle), scritto nel genoma. Non dipende dalla cultura, anche se può essere molto influenzato. Ma nella sua forma particolare che fa sembrare tutto facile dura soltanto un paio di anni. Cosa ci dice Dio con questo fondamentale? Che ci vuole l’innamoramento, ma che l’amore è un’altra cosa, tutta da scoprire e da fomentare.

L’amore vero è per sempre!

Non indulgo alla cultura fatta di slogan tra amici, di istantanee visive, di messaggi da twuitter, che possono avere un loro ambito a volte anche valido, ma non possono sostituire lo studio necessario per inquadrare un abbozzo di progetto di tutta la vita. Sembra proprio che i giovani non vogliono leggere cose lunghe, libri o anche articoli; ma non è vero. Ho tanti esempi che lo smentiscono; il problema è motivare la lettura; e quando c’è di mezzo tutta la vita i più avveduti si svegliano e studiano. Lo fanno per il lavoro, ma l’amore umano è diventato un problema più grande del lavoro e occorre studiare. Quello che si semina si raccoglie, non c’è scampo. Io non pretendo certo delineare il futuro di nessuno, ma perlomeno che si sappia distinguere il grano dall’avena, in modo che un giovane sappia cosa seminare per una storia ben avviata della sua vita. Senza un piano di volo nessun aereo decolla. E nel piano di volo non c’è solo la voglia di volare, ma un mucchio di altre coordinate e interazioni con tanti altri. I malanni dell’amore umano oggi sono molti e profondi; non si cura un tumore con l’aspirina e non si affronta un matrimonio senza condivisione chiara del seme da gettare. Se uno semina grano e l’altro avena alla fine si dà tutto agli animali.

Questo libro non sostituisce Il Sogno dell’amore per sempre, ma insieme affrontano un nodo strategico della vita umana: se si capisce l’incanto dell’amore per sempre (che richiede, tra l’altro, la castità prematrimoniale, a fondamento del futuro) si entra nella civiltà dell’amore, altrimenti si prende la strada della civiltà della morte (come l’ha chiamata san Giovanni Paolo II).

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