Tra tutte le parole di Gesù alcune si caricano di particolare enfasi: quando rivela Dio come Padre misericordioso e quando ci parla del comandamento nuovo. Il Vangelo non si intrattiene su ipotesi, sentimenti o spiegazioni. Occorre trovare le sfumature in qualche parola, in qualche insistenza, in qualche circostanza particolare. Quando Gesù annunzia a Nicodemo: «Dio infatti ha tanto amato il mondo da mandare il Figlio unigenito, perché chiunque crede in lui non vada perduto, ma abbia la vita eterna» (Gv 3,16), quel “tanto” indica enfasi. O quando dice: «Perfino i capelli del vostro capo sono tutti contati» (Mt 10,30) certamente c’è enfasi. Più ancora nelle ultime parole della grande rivelazione dell’ultima cena, rivolto direttamente al Padre: «Ho fatto conoscere loro il tuo nome, e lo farò conoscere (enfasi), perché l’amore con il quale mi hai amato sia in essi e io in loro» (Gv 17,26). O quando sembra adombrarsi con il giovane ricco che lo apostrofa: “maestro buono”: «Perché mi chiami buono? Nessuno è buono se non Dio solo» (Lc 18,19) risponde con molta enfasi.

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